Dal profondo della notte che mi avvolge,Buia come un pozzo che va da polo a polo, Ringrazio qualunque dio esista Per l'indomabile anima mia. Nella feroce morsa della circostanza Non ho esitato né gridato. Sotto i colpi d’ascia della sorte Il mio capo è sanguinante, ma non chino. Oltre questo luogo d'ira e di lacrime Il solo Orrore delle ombre incombe, E ancora il minaccioso scorrere degli anni Mi trova e sempre mi troverà senza paura. Non importa quanto stretto sia il percorso, Quanto piena di castighi sia la vita, Io sono il padrone del mio destino, Io sono il capitano della mia anima Invictusdi William Ernest Henly |
lunedì 23 dicembre 2013
Un regalo di Natale per voi
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